TEOLOGIA e SIMBOLOGIA nelle APPARIZIONI a MANDURIA

 

A Manduria Gesù e Maria appaiono e ripetono con amorosa pazienza la loro catechesi di salvezza, tornano per invitare ogni persona ad assaporate l’Amore rivelato capace di dare  la Sapienza salvifica, capace di togliere dalla bocca di ogni uomo la bestemmia suggerita dal falsario e rieducarlo a lodare il nome di Dio nella sua messianicità.

A Manduria il Signore Gesù si definisce  l’ ICTIS, ed offre alcuni significativi riferimenti segnici chiaramente identificabili nell’immagine del pesce, immagine che acquista un significato forte se riferita all’attuale dilagare di una simbologia di matrice gnostica,  magica e satanica capace di programmare la fine dell’era cristiana.

Spieghiamo:

l’attuale panorama dei movimenti di pensiero e di filosofie new-age, (era acquariana), è fortemente  ispirato, anche se in modo velato,  alla tradizione gnostica, luciferiana, teosofica, nichilista, ed esibisce una simbologia ispirata e sostenuta dall’idea forte di sconfiggere la cosiddetta era dei pesci (ictis appunto) simbolo della tradizione cristiana.

“Io sono Gesù, Re della Rivelazione”, afferma Gesù a Manduria e torna a ricordarci che la vera e benefica autorità non sta nell’ ”ego” dell’uomo ma va a Lui riconosciuta in modo che  l’uomo torni ad onorare quelle Sante Gerarchie  a cui agganciare la possibilità di salvezza.

Nominare il Nome Santo di Dio per onorarne la Regalità significa condividere il mistero della Croce in un mistico abbraccio sponsale che Debora sperimenta anche in modo drammatico vivendo la Passione con il Maestro-Amore.

“Figliola Mia, soffri con Me, vivi con Me il grande patimento così libererai il tuo Paese (l’Italia) dalle dure informità, dalle parole blasfeme, dalle spade che continuano a logorare il Mio povero Corpo martoriato…” (mess. 23.3.94)

Si svela a questo punto il senso di quella frase difficile da condividere e che il Signore Gesù ha detto in modo chiaro: “ prendi ogni giorno la tua croce e seguimi”  .

Una comunione di croci condivise con l’Amore non amato e profanato veramente cambierebbero il mondo!

E Gesù lo ricorda alla confidente, chiedendo ancora all’uomo quella fedeltà filiale che già attraverso Osea, il Padre chiedeva ad Israele nell’Antico Testamento…..una dedizione, un innamoramento totale e fedele che consente all’umanità sorda e cieca di riposare sulla spalla di Dio e la rende capace di ascoltare il Verbo per comprenderne i segreti più preziosi e di contemplare la Sapienza rivelata in Gesù Eucaristico.

A questo punto è facile comprendere il centro della rivelazione mariana a Manduria: “Io sono la Vergine dell’Eucaristia”, un appellativo carico di significato poiché conferma il nesso che lega Cristo a Maria, “Ella ha generato Cristo, Pane di Vita, Sacrificio Eterno, Vittima e Sacerdote” ( R.Laurentin – Maria, Ecclesiae, Sacerdotium – Paris 1952) .

E’ innegabile l’intento di riaffermare il senso della maternità di Maria, dal “fiat” alla Croce, dal Genesi ad oggi, una maternità feconda di sapienza e di dottrina, una maternità che dona coraggio e che appare l’unica via capace di portarci al cospetto del Figlio, come ben spiegano San Luigi Grignon de Monfort e lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II° .

La veste bianca della Vergine dell’Eucaristia porta lo stemma del Papa, un Papa sinceramente devoto alla Madonna e con lo sguardo fisso alla S. Eucaristia.

In un tempo in cui molti sono gli attentati al valore dell’Eucaristia, in cui si mette in dubbio la presenza viva di Cristo nel Pane e nel Vino, in cui si tende a sostenere un ecumenismo scorretto che in certa misura si rivela protestantizzante, è doveroso riaffermare con decisione il senso del culto Eucaristico nell’ottica del ruolo materno e corredentivo della Santa Vergine.

Maria è guida al SS. Sacramento, è primo tabernacolo del Dio vivo, prima adoratrice silenziosa di quel Pane Vivo che nel Nuovo Testamento garantisce il patto d’alleanza eterna ed è capace di sostituire il pane azzimo  d’Egitto.

La Nuova Eva riscatta il tradimento edenico, e portando in grembo la S.Eucaristia, ci indica  il legno della Croce come simbolo di Vita e Resurrezione, consacrandoci con l’Olio Santo della Perenne Unzione, un olio che ci unge iniziandoci ad un cammino di fede, preghiera e conversione salvifica.

A Manduria la Vergine effonde olio dal manto e piange olio, commossa dalla condizione umana in quella valle di lacrime  che Ella vuole santificare, allontanandoci dalla disperazione per consegnarci a Gesù dopo aversi accolti tra le Sue braccia di Madre di Dio e nostra.

No sono segni strani o privi di significato, sono viatici preziosi per intuire l’Amore di Dio e il Suo richiamo incessante, segni che ancora una volta richiamano la Srittura e si fanno promotori di quel corteggiamento che l’Altissimo non smette di rivolgere alla Sua creatura.

Infatti a Manduria Debora ascolta la Vergine che si definisce “Madre dell’Ulivo Benedetto –Gesù”   a riscontro dell’antica profezia : ” un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici….su di Lui si poserà lo spirito del Signore”.

I segni sono chiari e rivelano la mano dell’Altissimo, una mano sicura che accarezza ogni persona di buona volontà .

 

 
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 Sergio. 2005