LE APPARIZIONI a  MANDURIA e LA PREGHIERA DI MARIA

 

 

 

nell’assoluto rispetto della sensibilità di ogni credente e coscienti della posizione prudenziale della Chiesa in ordine alla valutazione dei segni del soprannaturale, andiamo ad informare circa i fatti prodigiosi che connotano il percorso mistico – apostolico di Debora.

Le pubbliche apparizioni sono un dato di fatto dal significato profondo poiché pubbliche e destinate alla vera conversione di ogni persona. Si tratta di momenti caratterizzati da tutti quegli elementi propri dell’estasi vissuta nel corso dei secoli da molti mistici oggi riconosciuti dalla chiesa di Roma ed individuabili in una gestualità che va dal cadere in ginocchio sulle pietre, all’espressione dello sguardo e del sorriso, alla trasformazione dei tratti somatici e ad una gestualità capace di suscitare quella proiezione devozionale della creatura verso  piani soprannaturali i cui echi si concretizzano in segni tangibili  all’osservatore esterno.

In particolare si avverte un soave profumo, un’assoluta assenza nella confidente di reazioni sensoriali allo stimolo esterno quali ed esempio l’insensibilità al dolore indotto e allo stillare  dell’acqua che cade sopra i suoi  occhi costantemente aperti durante l’estasi.

 

Debora racconta:

“durante la preghiera vedo sopraggiungere dal cielo tre globi luminosi che unendosi formano un grande uovo di luce bianchissima ed intensa, questo prelude all’apparizione della Signora mentre io vengo come rapita e sollevata da una forza esterna che mi proietta in ginocchio. Così la Santa Vergine esce dalla luce e si posa sugli estremi rami dell’albero, solo elemento che riesco a percepire mentre una nuvola soffice bianca con riflessi dorati fa da cuscino ai Suoi piedi scalzi sopra i quali compaiono due rose rosse.

Mostra un’età di circa vent’anni ed il suo volto di un ovale perfetto ha carnagione olivastra e  gote rosate, è scorniciato da capelli castano scuri scriminati nel centro, la Vergine ha lineamenti raffinati, labbra soavi come petali di rosa, occhi dalla luce indescrivibile con tonalità che ricordano un blu profondo e scuro.

Dal petto della Signora emana una luce indescrivibile, fiamme e raggi dorati mentre Ella mostra la Santa Eucaristia come custodita nel Suo cuore di madre mentre attorno si ode il Gloria e l’Alleluja provenire da  cori soffusi d’angeli e  Santi, un’armonia che non ho mai sentito sulla terra.

Molte volte la Sua mano sinistra è raccolta come fosse una patena e ci invita alla riverenza, all’adorazione e alla riparazione di Gesù Eucaristia.

Dietro le spalle della Madonna una profondità d’azzurro  fa da sfondo al suo sguardo talvolta  triste ed amoroso mentre vaga come a cercare qualcuno da soccorrere nelle sue preoccupazioni, la Mamma Celeste parla, sorride, propone, domanda, ammonisce, piange…….

Veste un abito bianco senza cinta sul quale appare lo stemma di Papa Giovanni Paolo II° ed una corona di dodici stelle brilla sul suo capo coperto da un velo bianco che ondeggia verso la sua sinistra, come mosso da un misterioso vento leggero.

Prima di andarsene innalza le tre dita della sua mano destra sopra le spalle per benedirci mentre l’indice segna ed insegna che ogni cosa proviene da Dio scendendo a noi  attraverso la Corona del  Santo Rosario adagiata tra il pollice e l’indice  della Vergine Santa.”

 

Una volta Ella camminò nel giardino per tracciare la Via Dolorosa Mariana.

La Madonna prega molto lentamente, meditando ogni parola ed invita Debora a condividere la preghiera attraverso la Corona in onore alla Sue lacrime ed è solita  ascoltare le richieste di intercessione .

La preghiera di Maria unitamente ai messaggi di quella che Ella stessa definisce “…l’ultima delle grandi apparizioni”, hanno lo scopo di sostenere la Parola di Dio donata attraverso il Verbo e operante nella chiesa grazie ad  una sempre rinnovata evangelizzazione.

 

A Manduria, come in altri “luoghi” mariani riconosciuti dalla chiesa, la Madonna non intende fare concorrenza  alla Parola Gesù, né viene a dirci nulla di nuovo, Ella torna semplicemente a ricordarci quello che Gesù ha insegnato per la nostra salvezza, esortandoci con amore paziente a  seguire quell’insegnamento senza lasciarci fuorviare da quel groviglio di menzogne che molto pensiero contemporaneo sostiene in nome di una concetto falso  di libertà e verità, concetto coniato  da chi, ancora una volta e con superbia si vuole sostituire a Dio.

“ll popolo di Dio vaga nel deserto del proprio nulla e Maria con generosa premura viene a ricordarci la nostra dignità, i nostri doveri e i rischi che corriamo se perseveriamo a seguire strade che non sono quelle di Dio”

L’evangelizzazione che a Manduria la Madonna sollecita, appare come un invito rivolto al popolo cristiano per renderlo consapevole delle tre pietre miliari a cui guardare per una vera testimonianza del Cristo Risorto : l’Eucaristia, Maria Santissima e il Papa, come già testimoniato dai “sogni” di  Giovanni Bosco, Santificato dalla chiesa cattolica.

Forse sono maturi i tempi in cui la testimonianza cristiana deve diventare più efficace, maggiormente organizzata e decisamente più coraggiosa, oggi  in un Europa alla quale si vogliono far dimenticare  quelle radici cristiane che l’hanno accompagnata per  2000 anni e tutto ciò  nell’ottica perversa di un diabolico progetto di destabilizzazione, che si rivela quale presupposto fondamentale per la realizzazione di un nuovo ordine mondiale dimentico della Buona Novella che Gesù ha donato sacrificando Sé Stesso sulla Croce redentiva, un nuovo ordine che ordine non è e che rivela già da subito i propri diademi di menzogna capaci di uccidere lo spirito dell’uomo.

Ma sappiamo che “le porte dell’inferno non prevarranno………” e la Madonna a Manduria ci ricorda che il Cielo non abbandona la sua creatura e che la nuova ed eterna alleanza è un patto d’Amore fecondo e indistruttibile.

 
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 Sergio. 2005