LA “VOCE” E LA CHIAMATA

 

 

 

La “voce” torna un 10 agosto e poi il 15 ottobre e Debora, sciolta ogni resistenza razionale ascolta e risponde a Colui che si dichiara “Gesù il Buon Pastore”  e che tre giorni dopo le annuncia il Suo progetto  preparandola all’incontro con Maria Santissima, autrice negli anni successivi della sua formazione spirituale.

La forza di una chiamata di questo genere, privilegiata se vogliamo ma eccezionale e globale, pone Debora a confronto con realtà più grandi di lei e le complica fortemente il percorso esistenziale che a cui è e sarà chiamata, un percorso  in cui ella deve fare i conti con due compagni di viaggio imprevisti e imprevedibili a chi come lei non aveva previsto tutto ciò.

Ma il progetto di Dio è perfetto e non manca della santa pedagogia d’amore propria del Maestro Gesù e della Sua Immacolata Mamma, un progetto sapiente fatto germogliare nelle mani del Figlio “…immagine personale di Dio Salvatore”  e della Madonna “…modello dell’umanità salvata” (Catechismo C.E.I.),  un progetto generoso capace di convertire l’anima dopo averla invitata  al santo crogiolo della Croce per distillarne le valenze di santità . E poi?

Il seguito si rivela piano piano e a Debora è concesso di leggere nel suo stesso nome un aspetto del “talento” che le è stato affidato, infatti il significato in lingua ebraica del nome Debora è quello di  “ape messaggera”.

Il lavoro è enorme e l’impegno si sostanzia in un “si” a tutto tondo, “si” alla pedagogia della Croce, “si” al compito difficile  di essere contestualmente interlocutrice e mediatrice  tra l’amore di  Gesù e  Maria e la difficoltà della gente di comprendere ciò che esula totalmente dal comune contesto culturale fondato sul razionalismo, sul materialismo e sull’empirismo inteso come possibilità di sperimentare fatti e non prodigi, fenomeni e non miracoli.

Insomma una montagna da scalare che Debora sperimenta nella sofferenza come sposa di sangue del Redentore, ambasciatrice di conversione e offerta riparatrice all’Amore non amato.

Si possono senza dubbio riconoscere i segni tipici della chiamata divina, quelli che non lasciano dubbi e che si sono ripetuti e confermati nella storia dei carismi profetici sbocciati in seno alla Chiesa di Cristo prima e dopo il dono redentivo della Croce, si tratta dell’alleanza feconda e salvifica che Dio offre attraverso l’Amore Trinitario a tutti gli uomini, ma che annebbiata dai fumi del serpente antico, rischia di essere velata , come voce rinchiusa in un pozzo senza eco.

Debora, sebbene  emarginata, derisa e contrastata, può dare voce alla Voce di Dio, lei una “nullità”ricca di sapienza donata, riesce a partecipare alla Passione di Cristo per poter essere feconda d’amore e poter mettere Dio al primo posto in ogni giorno della vita, vivendo quella conversione che , sebbene  bombardata da satana e dall’uomo, le ha permesso di testimoniare l’Amore di Gesù Risorto e iniziare un’opera d’Amore nutrita da piccoli e numerosi Focolari di preghiera, sparsi in molti paesi del momdo, focolari riparatori, fatti da gente semplice, famiglie, gruppi, giovani ai quali il messaggio di Gesù non appare fuori moda come certa cultura dell’imbroglio vorrebbe che fosse!

Oggi Debora è sposa e mamma, confidente di tanta gente che soffre, testimone della parola di Dio attraverso le rivelazione della Vergine dell’Eucaristia, testimone di avvenimenti e segni straordinari vissuti in sintonia con il magistero della Chiesa cattolica e fondatrice del movimento Araldi d’Amore che la sostiene nella sua missione di piccola messaggera del Cielo.

 
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 Sergio. 2005